Il 28 ottobre1917 debutta sulla pagine del celeberrimo Corriere dei Piccoli il Signor Bonaventura, nato dalla penna di STo, al secolo Sergio Tofano (1886-1973), artista completo: scrittore, poeta, illustratore, regista, scenografo, commediografo, attore, pubblicitario e professore presso l’Accademia Nazionale d’Arte drammatica.
Il nuovo personaggio del settimanale per ragazzi è un giovane uomo alto e slanciato che, abbigliato secondo la moda futurista, indossa sempre, sugli ampi pantaloni bianchi, una redingotte e una bombetta rosse. Immancabilmente accompagnato dal fedele bassotto giallo, il signor Bonaventura, nella sua pagina settimanale, suddivisa in otto vignette, si imbatte in mille peripezie. Le immagini sono corredate da didascalie in distici ottonari a rima baciata, il più famoso dei quali funge da incipit di ogni storia e rimase immutato nel tempo: Qui comincia l’avventura del signor Bonaventura.
L’intreccio delle sue storie si basa su un semplice schema: la situazione iniziale in cui il protagonista è intento in una qualsiasi attività quotidiana, compresi i numerosi mestieri in cui si cimenta; l’improvviso sopraggiungere della sventura, che può essere dovuta al caso o provocata da un malvagio; il ribaltamento di questa in evento fortunato per una terza persona che, inevitabilmente, premia Bonaventura con il famoso biglietto da un milione.
Il favoloso e sproporzionato premio è la chiave dell’ottimismo che queste strisce comiche infondono, perché proprio l’eccezionalità della cifra dimostra come ogni situazione negativa possa capovolgersi in una fortuna insperata e come l’onestà venga sempre premiata.
Col tempo l’autore, in seguito alla svalutazione monetaria, aumentò la ricompensa da un milione a un miliardo.
Alla semplicità dell’intreccio si contrappone un linguaggio aulico e ricercato, che diventa un’opportunità per i giovani lettori per arricchire il proprio lessico, divertendosi grazie alle ardite rime.
Di storia in storia i lettori fanno la conoscenza di altri personaggi come, il prepotente baron Partecipazio, il dottor Crepacuore, il commissario Sperassi e il perfido Barbariccia, antagonista per eccellenza, dal caratteristico colorito mutevole a seconda dello stato d’animo.
Dal 1922 suscita le simpatie di molti il vanesio Cecè che Bonaventura aiuta in più di un’occasione.
Oltre che delle strisce a fumetti il signor Bonaventura fu anche il protagonista di sei differenti commedie musicali, scritte, dirette e interpretate dal suo stesso ideatore.
Anche per tale motivo, il brillante personaggio è ormai considerato alla stregua di una maschera della commedia dell’arte. Il suo successo fu tale che nel 1941 venne realizzato anche il film Bonaventura e Cenerentola, diretto da Sergio Tofano e interpretato da Paolo Stoppa.
Alla morte dell’autore, con il consenso degli eredi, le storie del signor Bonaventura continuarono finché ci fu un riscontro nel gradimento dei lettori grazie a Carlo Peroni, che già da tempo sotto la supervisione di Tofano si era dedicato alla loro realizzazione.
In prima pagina sui numeri del Corriere dei Piccoli esposti nelle vetrine del Museo appaiono le storie del signor Bonaventura.
A ricordo del famoso personaggio dei fumetti c’è anche un giocattolo a carica in lamiera che lo raffigura.
Nella copia del giornalino datata 1927, appare anche il bellissimo Cecè, in questa vicenda donatore del milione.