Il Museo del Giocattolo conserva due riproduzioni di gioco del croquet. La più recente è una versione portatile, risalente al 1927, realizzata in legno dipinto; l’altra, del medesimo materiale, è custodita in una cassetta di legno, decorata con fiori dipinti; sul cui coperchio è affissa un’illustrazione, datata 1865, con le regole del gioco.
Il croquet è uno sport per cui non è importante la prestanza fisica, è adatto a qualsiasi età; particolarmente indicato per persone dotate di grande acume e in grado di giocare una partita tatticamente, ne è prova il fatto che le squadre nazionali sono composte indifferentemente da uomini e donne giovani e anziani. Lo scopo del gioco è quello di far percorrere alle proprie palle il percorso tracciato sul campo da una serie di archetti. Le palle, colpite tramite la mazza, devono attraversare gli archetti nel verso giusto, prima quello di andata e poi quello di ritorno. Alla fine del percorso, per aggiudicarsi la partita è indispensabile urtare con la palla, il “peg”, paletto di legno verniciato posizionato al centro del campo rettangolare in erba (32 x 25,6m). Ai giocatori è consentito colpire le palle degli avversari per allontanarle e rendere così più difficoltoso il loro percorso. La partita può essere giocata anche a tempo, decretando il vincitore in chi ha realizzato il punteggio più alto nel tempo stabilito.
L’attrezzatura regolamentare consiste in:
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quattro palle di segatura compressa rivestita di plastica, queste sono di colori ben definiti, una rossa, una nera, una blu e una gialla;
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le mazze, una per giocatore,
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sei archetti di metallo bianco,
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le mollette colorate segna punto, da porre sopra gli archetti al passaggio della palla;
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il “peg”, un picchetto di legno alto 45,7 cm pitturato a bande orizzontali con i colori delle palle.
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4 picchetti di legno bianco che portano delle bandierine di colori differenti da posizionare agli angoli del campo per delimitarlo e orientare il percorso.
La partita può essere giocata in singolo o in doppio. Ad ogni squadra spettano due palle da portare a fine percorso. La gara vedrà sempre la palla blu e quella nera contro la rossa e quella gialla.
Poiché vi sono regolamenti diversi a seconda dei Paesi, negli incontri internazionali si adottano le regole della World Croquet Federation.
Tale è stato il successo che questo sport ha riscosso, che la disciplina fu presente alle Olimpiadi estive del 1900 svoltesi a Parigi. Ulteriore prova della sua larga diffusione è nel libro di Lewis Carrol Alice nel paese delle meraviglie in cui la protagonista è invitata dalla regina di cuori a giocare una partita di croquet usando al posto delle mazze i fenicotteri.
Il Croquet deriva dall’antico gioco della “Pallamaglio” nato in Italia nel XIV secolo.
Le partite di Pallamaglio si disputavano su un campo di circa 30 x 15 m con al centro una grossa pietra con un anello girevole. I quattro concorrenti, dotati ognuno di una mazza e di due pesanti palle di legno, dovevano far passare le loro palle nell’anello, cercando contemporaneamente di allontanare quelle degli avversari. La vittoria dipendeva dall’abilità dei giocatori nel calcolare l’effetto dei loro tiri. Proprio questo suo aspetto ne decretò la grande diffusione prima in Francia, poi in Irlanda e infine in Inghilterra. In ognuna di queste nazioni il gioco ebbe poi una sua particolare evoluzione, trasformandosi in Croquet con regole differenti nei vari Paesi.