Un’ antica leggenda cinese narra che , tanti anni fa, un grande imperatore disperato per la morte della più amata delle mogli, riuscì a consolarsi quando ad un tratto rivide la bellissima figura di lei danzare dietro ad una cortina di seta bianca.
Era stato un vecchio saggio che con questo stratagemma aveva restituito la serenità al sovrano e, forse senza saperlo, aveva inventato il teatro delle ombre.
Infatti la leggiadra ragazza che danzava, era solo una figura di pelle finemente intagliata e dipinta posta dietro ad uno schermo bianco con una luce posizionata nel fondo, in modo che la sua ombra fosse proiettata sullo schermo di seta.
Ma le decine di ombre affascinanti da tutto l’oriente che potrete ammirare riservano altre sorprese,ad esempio il Karaghöz turco ( karagoz vuol dire occhio nero) è proprio come il nostro Pulcinella, sempre pieno di risorse, furbo e simpatico, invece le ombre giavanesi sono riccamente traforate e dipinte ma non sono trasparenti, per cui lo spettatore che sta davanti allo schermo non ne vede che l’ombra nera.
Se vi chiederete il perché di questa “stranezza” vi rispondo subito; in Oriente il Teatro delle ombre rappresenta storie sacre ed i colori con cui sono dipinti i vari personaggi hanno un significato religioso che, un tempo, non tutti potevano vedere, per cui mentre gli uomini si sedevano sul palco dietro al manovratore ( il Dalang) e così vedevano i colori …le donne dovevano sedere in platea e vedere lo spettacolo solo in bianco e nero… e capire poco.
Per fortuna oggi non è più così!!
I personaggi buoni sono magri, hanno occhi a mandorla, nasi sottili e sopraciglia dritte. I cattivi sono più grossi e volgari ed hanno gli occhi tondi.
Il viso rosso è sinonimo di forza ed è caratteristico di giganti ed eroi, un viso bianco è invece sinonimo di una natura ardente, il nero è il colore dell’equilibrio.
Il lavoro di intaglio, i vari modi di vestire tutto ha un significato. Il lavoro di intaglio degli occhi segue un preciso rituale, questa è l’ultima operazione che viene compiuta, quella che dà la vita alla figura.
Le ombre orientali sono sempre in pelle, ma forse ignorate che non sono costruite in una pelle qualsiasi, ad esempio in India si usa la pelle di daino per ritagliare un re o un dio, perché questa è considerata la più sacra e la più nobile delle pelli e per costruire figure ordinarie o demoni, si usa pelle di gazzella o di bufalo o di capra.
Per i bambini di ”oggi” ci saranno anche tante idee, suggerimenti, esempi per poter costruire molto facilmente con cartoncino, carte veline colorate, colla e bastoncini, un teatrino ed i personaggi della storia che si vuole rappresentare.
Ed ancora maschere fantastiche in legno, cartapesta, cartoncino,gesso, dall’India, il Giappone, L’Indonesia… un grande Drago con tanti guerrieri pronti a combattere sostenuti da tutto il popolo del villaggio e un curioso servizio cinese di pennelli, colori, vasetti per mischiare le tinte, spatole e tutto l’occorrente per dipingere ombre, rotoli di pergamena e tele.
Una mostra preziosa sulla Sezione Orientale della Collezione di Maria Signorelli, raccolta in innumerevoli viaggi dalla grande artista nel corso del ‘900, che per la prima volta viene mostrata al pubblico.
Giuseppina Volpicelli