Il Gioco del Teatro
La mostra "Il gioco del Teatro" ha seguito quella avente come tema principale la collezione di bambole Barbie di Antonio Russo.
Anche questa mostra, proposta dal Museo del Giocattolo, ha come oggetto un'importante collezione privata: i teatrini storici dell'attore Sandro Massimini.

Storicamente il legame tra museo e collezione privata non è casuale: è da lì, infatti, che nasce l'istituzione del Museo stesso, come luogo di raccolta e custodia destinato a pochi ed eletti studiosi.

E' infatti solo a partire dall'ottecento che il Museo comincia a manifestare una spiccata vocazione per il pubblico, suggerita da una nuova mission sociale e didattica.
Ma dobbiamo arrivare all'Olanda degli anni '70 per vedere la nascita di inediti spazi per la creatività che arricchiscono questa storica istruzione con l'aggiunta di sperimentazioni e laboratori artistici, teatrali, cinematografici e musicali.

Nei suoi due anni di vita il Museo del Giocattolo sta ripercorrendo il processo evolutivo museologico, sintetizzando con scelte tematiche e strategiche ciò che ha caratterizzato la storia di molti e più celebri musei.

La mostra "Il Gioco del Teatro" ha costituito un altro passo in avanti in questa direzione. Non solo per l'interesse e la qualità dei materiali esposti, ma, anche, perchè ha rappresentato un'ulteriore occasione per sviluppare una riflessione sui complessi meccanismi che caratterizzano lo sviluppo della psicologia infantile e della fantasia intesa, in questo caso, come libera reinterpretazione della realtà.

La mostra, infatti, è stata accompagnata da laboratori didattici che, prendendo spunto proprio dal "gioco del teatro", hanno cercato di portare ai suoi fruitori un contributo didattico ed un arricchimento creativo.
 
Giovanni Pescatori
Direttore del Museo del Giocattolo
 
 


   Il Percorso della Mostra
Stampa

< Indietro