Il Museo dei ricordi
Un esempio significativo dell’attività di ricerca svolta costantemente dal Museo del Giocattolo e di come essa venga riproposta in forma di evento o di mostra temporanea ai visitatori è rappresentato da un’iniziativa intitolata: “Il Museo dei ricordi” realizzata nell’estate - autunno 2006.
 
Il 29 ottobre 2006, presso il Museo del Giocatolo di Zagarolo sono state presentate la ricerca Il Museo del Ricordo e la mostra Giocattoli di ieri.
 
Il Museo, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre e il Centro Anziani di Genazzano, aveva avviato il progetto nel mese di maggio.
 
La ricerca, condotta prevalentemente sul territorio di Genazzano, con il coinvolgimento di bambini ed anziani, ha voluto mettere a confronto 20 soggetti/campione di diverse generazioni sul tema del giocare.
 
Alle fasi iniziali di progettazione, ricerca, pianificazione dell’attività, sono seguiti, tra agosto e ottobre, una serie di incontri, durante i quali i soggetti coinvolti nella ricerca (nonni e nipoti in un’età comprese fra i 9 e i 90 anni) hanno potuto scambiare le rispettive conoscenze, affidando agli anziani il compito di raccontare ed insegnare ai più giovani i giochi della loro infanzia e la costruzione dei giocattoli di ieri (periodo di riferimento stimato 1920-1950).
 
La ricerca ha preso in analisi giochi e giocattoli, indagandone valenze e funzioni, attraverso ricerche bibliografiche, interviste e ricerche sul campo, così da ricostruirne il contesto storico, sociale e antropologico. Si è ritenuto indispensabile l’utilizzo delle fonti orali.
 
Il Museo ha fornito il proprio supporto, logistico, tecnico e scientifico, individuando nella ricerca obiettivi e finalità sintonici con la propria missione.
 
Il lavoro svolto ha costituito, infatti, un ponte generazionale imperniato sull’attività di gioco; ha promosso un’azione di conservazione della memoria e delle tradizioni popolari locali, probabilmente altrimenti destinate alla scomparsa; ha voluto essere uno stimolo alla creatività, all’abilità manuale ed alla fantasia delle generazioni più giovani, rappresentando una dimensione del gioco più libera da comportamenti indotti, da agonismo spinto e da interfaccia tecnologici.
 
A corredo sono state proiettate foto e filmati a documentazione delle varie fasi del progetto e nonché le attività di gioco riscoperte unitamente alla mostra dei giocattoli ricostruiti.
 

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