"Giochi in giro" - La Provincia delle meraviglie. Alla scoperta dei Tesori nascosti.
"Giochi in giro" - La Provincia delle meraviglie. Alla scoperta dei Tesori nascosti. 
Una vetrina nella capitale
 
La straordinaria opportunità che la Provincia di Roma ha concesso al Museo del Giocattolo di Zagarolo di inaugurare nella capitale una mostra delle proprie collezioni, oltre a rappresentare una prestigiosa vetrina, consente al Museo di ricambiare l’attenzione e l’affetto manifestato dai romani nei suoi confronti, presentando una selezione del suo patrimonio nelle sale di Palazzo Incontro.
 
Più della metà dei visitatori del Museo, famiglie e scolaresche, che, dall’inaugurazione del 2005 ad oggi, hanno visitato il Museo ed usufruito  delle sue visite guidate e laboratori proviene, infatti,  dalla città di Roma.
 
Il dato è significativo perché sancisce la valenza del progetto museale, sia per la varietà e la ricchezza delle sue collezioni, sia per il prestigio della sede storica che le ospita, sia per il respiro più ampio che connota sempre di più il Museo come centro promotore di proposte, stimoli e riflessioni culturali, piuttosto che come mero, ancorché prestigioso contenitore, trascendendo il pur imprescindibile compito di conservatore di beni.
 
Il Museo del Giocattolo di Zagarolo
 
Il Museo demoantropologico del Giocattolo di Zagarolo, ideato e concepito alla fine degli anni ’90, dopo una prima presentazione nel 2000, celebra l’inaugurazione definitiva nel marzo 2005.
 
L’amministrazione comunale desiderava, infatti, utilizzare il monumentale Palazzo Rospigliosi come sede espositiva per arricchire il circuito culturale della cittadina e per coniugare un luogo storico della città con un’iniziativa proiettata verso il suo futuro.
 
Valutate le attrattive culturali dell’intero territorio, analizzate le diverse tipologie museali della zona limitrofa, si decise di creare un museo fruibile indistintamente da tutta la popolazione, originale ed inedito da un punto di vista tematico, in grado di saldarsi con la tradizione locale ma di dialogare al contempo con le vocazioni di un pubblico nazionale ed internazionale di studiosi, di raffinati collezionisti e di appassionati visitatori.
 
Il primo nucleo di giocattoli acquisiti dall’Amministrazione comunale provenivano dalle collezioni di Luisa Dellanzo, coi suoi preziosi giochi in legno, Marina Caprari, con un’originale selezione di giochi antichi da strada e Sabrina Alfonsi, con un interessante repertorio di automezzi  in ghisa litografata.
E’ stata quindi rilevata parte della collezione di Nella Crestetto Oppo, costituita, oltre che da diverse tipologie di giocattoli, da bambole rare e di raffinata fattura.
A questo nucleo originario si sono aggiunti alcuni pregiati teatrini della famosa collezione di Maria Signorelli.
Infine, in seguito all’acquisizione della collezione Billig – Palmieri, costituita da circa 800 pezzi – l’esposizione museale ha raggiunto l’attuale  configurazione nel 2005, rendendo il Museo, per il numero di oggetti posseduti,  per l’ampiezza degli spazi espositivi, per la sua offerta multi tematica, il più grande in Italia e, probabilmente d’Europa.
 
Una scelta metodologica
 
L’ insieme delle collezioni raccolte ha trovato il suo equilibrio espositivo in una sintesi che ha privilegiato un criterio tematico in luogo della più comune scelta cronologica, configurando un quadro della storia del giocattolo del Novecento, ampio ed affascinante.
 
Le cinquecentesche sale espositive estese, per oltre 1400 mq, sono interamente dedicate all’esposizione di giochi e giocattoli, di cui viene illustrata l’evoluzione nel corso degli ultimi 150 anni, con un’attenzione particolare ai legami fra giocattolo e realtà sociale e culturale.
 
Ciò sulla base di un principio, largamente condiviso, che vede riuniti in sé, nel gioco, i concetti di totalità, di regole, di libertà in un’alternanza analoga a quella della vita reale, con ciò promuovendo, nel bambino e nell’adolescente, l’acquisizione di un pensiero versatile e creativo, indispensabile alla sopravvivenza all’interno della attuale e complessa “società della conoscenza”.
 
I quadri espositivi, che troviamo ricomposti nel percorso della mostra romana, rappresentano pertanto  momenti della vita quotidiana: la città e la strada con i giochi all’aperto, la famiglia ed il  lavoro, le architetture con il cinema e teatro ed ancora il circo e il luna park.
 
Il legame col territorio: una scelta vincente
 
Dopo il successo di critica e di pubblico dell’evento inaugurale del 2005 e la fase di avviamento iniziale, l’Amministrazione di Zagarolo decide, con intuito politico e strategico, di affidare la gestione del Museo a realtà associazionistiche locali.
L’operazione, avviata nell’aprile 2006, nasce con il duplice scopo di creare qualificate opportunità occupazionali, nonché di impiegare personale motivato e dotato di una conoscenza diretta delle problematiche e delle realtà locali.
Tali risorse hanno potuto trasferire nell’ attività un legame territoriale forte, sia in termini di competenza che di adesione motivata al progetto.
Tale coraggiosa strategia si è rivelata nel tempo vincente e lungimirante.
 
Dal 2005 ad oggi, circa 40.000 visitatori, di cui la metà bambini, hanno affollato le sale del Museo e 12.000 studenti, provenienti da circa 400 scuole, hanno usufruito di visite guidate e laboratori didattici.
 
 
 
“Roma in gioco”
 
L’esposizione di Roma ricalca fedelmente quella del Museo.
E’ stato infatti riprodotto in scala ridotta il suo percorso espositivo, rispettando il multitematismo dell’esposizione originale, fino alla riproposizione delle stesse strutture espositive (teche e vetrine) il cui design inconfondibile, nato con la realizzazione del Museo  ne costituisce, insieme alla prestigiosa location di Palazzo Rospigliosi, parte integrante e segno distintivo.
 
Il percorso della mostra, così come quello museale, intende raccontare non solo la realtà percepita attraverso la sensibilità infantile, ma la nostra stessa memoria, che, grazie a tale trasfigurazione, si snoda tra le forme dei magici oggetti che popolano le vetrine e gli spazi della mostra.
 
Automobili e treni d’epoca; teleferiche a vapore e bambole in bisquit; acrobati e soldatini: il Museo del Giocattolo, a Roma come a Zagarolo,  è un luogo per gourmands del collezionismo ma anche un laboratorio permanente dove poter imparare i segreti del  gioco e dei giocattoli, dalle tradizioni ludiche locali, alla struttura meccanica di automi e locomotori.
 
L’attività didattica infatti, che proseguirà con le scuole di Roma anche presso le sale di Palazzo Incontro, è stata oggetto di speciale cura ed attenzione da parte del Museo e non a caso ha rappresentato una delle chiavi del suo successo.
 
Anche per questo l’apparato didattico che accompagna la mostra è volutamente scarno: la didattica, all’interno del Museo è una prassi: è quel momento nel quale finalmente si smette di guardare e si comincia a giocare.
 
Per un’occasione così significativa si è voluta riproporre la sintesi fra i giocattoli del Museo e le opere dell’artista Enrico Benaglia, sperimentata in occasione della mostra:”Giocare col Mondo”.
Tale abbinamento, già proposto con successo ed interesse nelle sale del Museo di Zagarolo, esprime un’inedita dialettica concettuale e formale, estremamente felice, sia per la contiguità del tematismo rappresentato, sia per la sensibilità onirica dell’artista che, meglio di chiunque altro riesce ad esprimere l’infinita ricchezza dell’inesplorabile universo della fantasia infantile.
Anche nelle sale romane dunque ritroveremo affiancati e giustapposti giocattoli e opere di Benaglia, in un gioco di richiamo che, crediamo, coinvolgerà ancor più profondamente  i visitatori.
 
La mostra di Palazzo Incontro vuole essere un’occasione per far sognare e per ricordare, ma, soprattutto, per conquistare ed affascinare grandi e piccoli di tutte le età, accompagnando in un  viaggio, attraverso la fantasia, la poesia e  la bellezza, sia chi tale viaggio non ha ancora intrapreso, sia chi, dalla vita o dall’età è stato costretto ad interromperlo ed oggi ha forse un’occasione per riannodare quel filo spezzato.
 
L’evento è infine l’opportunità  per rinnovare l’invito, a chi vorrà proseguire il viaggio, nelle sale di Palazzo Rospigliosi, a Zagarolo,  visitando il Museo o una delle numerose esposizioni tematiche  temporanee allestite nelle sue sale.
 
 
Giovanni Pescatori
Direttore del Museo del Giocattolo
di Zagarolo
 
 
 
 
 


   Grande successo di GIOCHI IN GIRO!
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