La collezione Billig-Palmieri fu realizzata nel 1999 da un lascito di famiglia dei proprietari Lisa, Eva Ruth e Daniele Billig Hoenigsberg.

Si tratta di una collezione di giocattoli e giochi frutto del lavoro di tre cugini ebrei (di Vienna e Praga) perfettamente integrati nella Germania pre-nazista. Costretti a fuggire negli USA incontrarono altre famiglie che avevano già avviato altre straordinarie produzioni di giocattoli. La più nota, quella di Joshua Lionel Cowen che con la sua ditta “Lionel” fu tra i primi costruttori di trenini giocattolo elettrici negli Stati Uniti.

Quando la sua famiglia immigrata arrivò a New York dopo la guerra civile, le ferrovie rappresentavano letteralmente i motori del progresso americano: le linee Union Pacific e Central Pacific nel 1869 unificarono il continente, segnando la nascita di una potenza mondiale. Uno dei cugini, Fritz Billig, partito per New York dopo l’annessione dell’Austria al Nazismo, raccoglie e colleziona circa 2700 giocattoli in latta litografata di produzione europea, americana e asiatica, costruiti tra gli anni ’20 e ’60 del Novecento che passeranno poi in eredità a sua figlia Lisa.

ORIGINI: STORIA DI UNA FAMIGLIA IN VIAGGIO

I cugini Fritz Billig, Walter Rappaport e Alex Kramer, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, dovettero abbandonare i Paesi da dove i loro antenati, un tempo residenti nella Spagna e nei Balcani, erano fuggiti per sistemarsi nell’ accogliente impero Austro-Ungarico.

La tragedia arrivò nel 1932 e nel 1938 con l’ anschluss e i tre cugini furono costretti con le famiglie a emigrare negli Stati Uniti:

  • Alex Kramer è stato un famoso “musical detective” e con Leo Fest ha prodotto spettacoli a Broadway;
  • Walter Rappaport, antiquario, è stato uno dei primi collezionisti di giocattoli di produzione tedesca e americana;
  • Fritz Billig, studioso di Filatelia, è autore dei 24 volumi sugli annulli, considerati la Bibbia del settore, e unitamente alla famiglia Bolaffi di Torino e Mondolfo di Trieste, ha diffuso il valore storico oltre che collezionistico delle “Stamps”.

Prima ancora di trasferirsi negli Stati Uniti, i tre cugini avevano riconosciuto nei giocattoli una sorta di rappresentazione gioiosa della realtà, individuando il significato storico-culturale di un prodotto che d’un tratto appariva non soltanto strumento di gioco. La tragedia subita dal mondo ebraico ad opera del Nazismo, aveva fatto dire a Fritz Billig, dopo l’orrenda fine cui furono destinati i bambini nel lager di Treblinka, che “con i giocattoli tutti i bambini sono uguali”.

LISA BILLIG, FIGLIA DI FRITZ

Nata in Austria, Lisa Billig ha sempre vissuto a New York. E’ la rappresentante in Italia dell’American Jewish Committee e segue in particolare i rapporti con la Santa Sede. E’ giornalista free-lance. E’ stata corrispondente del Jerusalem Post a Roma e in Vaticano. Sposa il Dott. Franco Palmieri ed insieme gestiscono uno spazio ludico a Roma denominato “La memoria giocosa”, contenente la collezione di giocattoli ereditata dal papà, Fritz Billig.

LA COLLEZIONE BILLIG-PALMIERI

Pochi sanno che i principali produttori di giocattoli furono ebrei tedeschi in particolare di Norimberga. Utilizzavano materiali residui dalla lavorazione dei metalli fino a lavorare la latta che, per la sua facile duttilità, consentiva loro di plasmare forme garantendo leggerezza e resistenza ( una buona prassi di riciclo e riutilizzo nel segno della sostenibilità molto prima dell’avvento della plastica).
Infatti attraverso la narrazione sui giocattoli, testimoni privilegiati di ogni epoca, si imparano fatti, valori e storie di esistenze intere e diverse, che sono patrimonio dell’Europa del Novecento.
Essi sono un insegnamento sulla storia della Rivoluzione Industriale: un vero stargate che, tra varie epoche ( da metà ‘800 agli anni Sessanta nel ‘900 ) e rispetto ai vari stati di coscienza che ciascun essere umano attraversa (dall’infanzia all’età adulta) racconta un dialogo interculturale e intergenerazionale.

Tutta la collezione punta ad una esperienza di educazione alla vita rispettando la fragilità e l’onnipotenza della fantasia dei bambini cui nulla deve essere negato. Questi giocattoli, con i quali avevano giocato tutti i bambini europei senza distinzione di cultura, di religione o di razza, divennero per Billig simbolo di un luogo ideale dove tutti i bambini possono essere uguali e con i quali si può dialogare giocando.

Nel 2005 viene acquisita parte della collezione Billig-Palmieri dal comune di Zagarolo e ad oggi rappresenta una importante componente dell’esposizione permanente del Museo demoantropologico del Giocattolo. Attraverso questi pregiati pezzi, il visitatore percorre un viaggio, cosciente di abbandonare l’artigianato locale, per immergersi nel mondo delle fabbriche che, alla fine del 1800, portarono l’Europa ed in primis la Germania, a divenire potenza economica mondiale.

“IL GIOCO E’ IL LAVORO DEL BAMBINO”

Lisa Billig

CURIOSITA’

“Vite in gioco”, un libro di 200 pagine di genere Geografia e Storia, correlato di 120 foto a colori, racconta la storia del giocattolo dal 1835 al 1962 e di uomini che costruivano giocattoli per raccontare il mondo. E’ un testo scritto a quattro mani tra Lisa Billig e Franco Palmieri (Edizioni ARES 2019): dalla Shtetl Mitteleuropea alla Lower East Side di Manhattan.

LO SAPEVI CHE…

L’acquisizione della collezione Billig-Palmieri, da parte del Museo del Giocattolo,  avvenne tramite una delle più importanti case d’asta di Roma: la Christie’s, fondata nel 1766 da James Christie, risulta essere la più grande casa d’aste al mondo.
Nel 2015 la compagnia ha registrato un totale di vendite per il valore di £ 4,8 miliardi.